– Come si cuoce?

Come si cuoce? (cuoce! non cucina!)

Per essere sicuri che il Fimo venga cotto a dovere è importante utilizzare un buon forno che funzioni bene. Potete utilizzare anche il forno di casa. 

Se avete intenzione di cuocere grandi volumi (ad esempio chi fa centinaio di bomboniere) magari conviene prendere un fornetto a parte. Non andate sul risparmio, prendetene uno buono e stabile, meglio se parte non da 100°C ma da 0°C o massimo 60°C cosi se il termostato è tarato male e la temperatura sballa cmq non supererete i 130°C e non brucerete le vostre creazioni. A tal proposito raccomando un termometro da forno, per me strumento fondamentale per sapere quanti gradi ci sono nelle varie zone del vostro forno…si perché, a seconda di dove si trovano le resistenze ci sono zone piu o meno calde; il forno potrebbe anche non essere molto stabile e avere sbalzi di temperatura, ma senza termometro non saprete mai se state cuocendo bene.

E’ molto importante pre-riscaldare sempre il forno. Inserite le vostre creazioni solo quando il forno ha raggiunto i 130°C e rimane fisso e stabile su quella temperatura per almeno 5 – 10 minuti. Anche se fate cose piccole e sottili, io raccomando come tempo ideale almeno 60 minuti e di lasciar raffreddare le creazioni lentamente nel forno spento e chiuso. In questo modo si avrà il massimo rendimento dalla pasta in quanto a flessibilità e stabilità. 

Le diverse marche di pasta riportano sulle confezioni diverse temperature e diversi tempi di cottura. Io raccomando per tutte 130°C per 60 minuti tranne la pasta Kato Polyclay che cuoce tra 150-170°C, motivo per cui non può essere mescolata alle altre paste che se cotte alla temperatura Kato bruciano mentre cuocere la Kato a temperature inferiori risulterebbe estremamente fragile.

Oltre a prestare attenzione alla giusta temperatura aiutandosi con un termometro consiglio anche di schermare le creazioni dal calore diretto e ravvicinato delle resistenze isolandole con della carta stagnola. Appoggiate una vaschetta di alluminio sopra le creazioni e i colori non scuriranno piu del dovuto.

Se il vostro forno non rimane stabile ma si riaccende di frequente, alzando e abbassando la temperatura rischiate che le vostre creazioni non vengano cotte a dovere. Si puo cercare di ovviare al problema inserendo nel forno una piastrella di ceramica o delle pietre. Lasciandole dentro fisse, si scalderanno e tratterranno il calore a lungo stabilizzando cosi la temperatura interna del forno ed evitando frequenti sbalzi.

Ci sono alcune teorie alquanto “fantasiose” (e completamente folli/campate in aria) sulla bollitura del Fimo o la cottura a vapore o bagnomaria…😂 lasciate perdere…chi parla di queste cose non ha evidentemente nemmeno idea di cosa stia parlando, è solo uno spreco di tempo e soldi. Non stiamo parlando di bollire la pasta, fare le verdurine a vapore o friggere la tempura – stiamo parlando di cuocere della ceramica sintetica: ovvero di dar luogo a delle reazioni chimiche…che avvengono solo in determinate condizioni…bollitura, vapore…sauna…non sono metodi di cottura, solo prese in giro. Sotto i 110°C per tot tempo le reazioni che provocano la polimerizzazione e che danno il via a legami stabili non possono avvenire. A 130°C questi legami risulteranno ancora piu stabili.

Visto che molte persone insistono a cuocere il Fimo a 110°C per 20 minuti e poi tolgono immediatamente il Fimo dal forno ho provato a fare alcuni test di confronto…le foto parlano da sole. Se qualcuno continua a dirvi che cuoce per poco tempo e a temperature inferiori o vi prende ingiro o ha il forno che non funziona bene ed in realtà crede di avere 110°C ma ne ha molti di più e/o è un problema di calore diretto troppo intensio per cola di resistenze troppo vicine alla pasta.

Ho fatto delle perle di 1cm di diametro a cui ho dato 10 martellate (per simulare colpi e cadute nel tempo), alcune strisce e rotoli piu o meno sottili che ho piegato piu volte. A sinistra della foto qui sotto vedete i test su pasta di varie marche cotte a 130°C per 60 minuti e a destra a 110°C per 20 minuti soltanto. Giudicate voi: 

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